Quantità di musica Italiana in radio

Ciao Cari! oggi vi parliamo di un argomento molto interessante e che spesso rischia di passare inosservato: le quote (quantità)  di musica italiana nelle Radio. Riportiamo la notizia:

“Il viceministro dell’Economia e delle Finanze Stefano Fassina è favorevole alla possibilità di introdurre quote percentuali minime a tutela della musica italiana in radio e in tv: lo scrive, in un comunicato diramato il 6 dicembre Audiocoop, coordinamento delle etichette indipendenti legato al Mei, il Meeting delle Etichette Indipendenti che insieme all’Assocazione Amici della Musica è promotore di una proposta di legge che, sul modello francese, prevede in virtù di un “contratto di servizio” stipulato con la Rai e con i maggiori network privati una quota pari al 40 % di musica italiana all’interno della programmazione quotidiana, con un ulteriore 20 % destinato alla promozione di giovani talenti. ”

Che ne dite? se ne sta parlando molto tra gli addetti ai lavori: c’è chi sostiene che porterebbe un abbassamento della qualità della musica trasmessa e chi si oppone in maniera categorica;
il nostro punto di vista è intuibile: per un artista emergente trovare spazio è praticamente impossibile quindi un provvedimento come questo potrebbe aprire delle possibilità ad artisti che altrimenti rimangono (come succede ormai da anni) fuori delle dinamiche di promozione radiofonica;
parlare di qualità sembra davvero assurdo anche perchè la mediocrità proposta anche a livello di network a volta rasenta l’indecenza…non vogliamo fare polemica ma il discorso “qualità” non regge proprio a nostro parere. Si da grande importanza a progetti “esteri” solo perchè tali e perchè sorretti da dinamiche ben diverse da quelle artistiche.
L’evoluzione della musica in rete sta portando anche la musica “sconosciuta” ad aprirsi dei varchi e delle strade prima impensabili e anche la gente secondo noi ha bisogno di sentire cose “nuove”, cose diverse, di non sentire tutto omologato come i Media cercano di imporre a tutti i costi.
La cultura deve venire anche dalle Radio e la cultura è anche sentire stimoli vari e diversi, è stimolare l’ascoltatore anche a sentire cose “nuove”, fuori dallo Standard. Questa è la nostra idea e crediamo fermamente in questo.
Certo un provvedimento come questo potrebbe portare molto “caos” ma da qualche parte bisognerà pure iniziare no? Voi che ne pensate?
Un abbraccio!
Moody

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