MOODY e la SIAE

Ciao Moodyamici!!! Di che Mood siete oggi?

Noi belli carichi, abbiamo fatto il programma delle cose da fare per i prossimi mesi e ne vedrete delle belle 🙂

Oggi volevamo parlare, dal nostro punto di vista, del diritto d’autore: la famigerata SIAE, abbiamo deciso di parlarne perchè si nota davvero tanta confusione in merito: iniziamo col dire che ¾ dei Moody sono iscritti alla SIAE, DiMo addirittura è iscritto dal 2001!

Per quanto sia la solita anomalia italiana, è un organo che funziona.

(ndr: se volete diventare milionari con la SIAE lasciate perdere!)

La SIAE gestisce principalmente tre attivitĂ :

  1. Ripartizione dei diritti derivanti da vendite di dischi (CD, Vinili, cassette, etc…)
  2. Ripartizione dei diritti derivanti da utilizzi in ambito radiofonico e televisivo ma non pubblicitario (esempio: il concerto trasmesso in TV, MTV, etc..)
  3. Ripartizione dei diritti derivanti dalle pubbliche esecuzioni (concerti)

Ognuno dei punti elencati ha delle caratteristiche molto ovvie:

Punto 1: se non vendi dischi non puoi pretendere diritti d’autore

Punto 2: solo alcune radio consegnano alla SIAE dati che possono essere usati correttamente per la ripartizione del diritto d’autore; per cui se la vostra canzone passa su una radio “minore”, le radio locali, non aspettatevi che questo generi un diritto d’autore

Punto 3: o fai davvero tanti concerti o le cifre che ritornano sono veramente irrisorie.

Dopo questi tre punti la domanda è spontanea: ma allora a cosa serve la SIAE?

Serve a tutelare la tua musica da utilizzi illeciti da parte di altri, per esempio: se una tua canzone viene utilizzata senza la tua autorizzazione per una pubblicità o per un jingle radiofonico oppure ti accorgi che una canzone di qualcun altro assomiglia terribilmente alla tua canzone; la prima cosa che devi poter fare è dimostrare che tu sei il proprietario di quel pezzo. Per fare questo serve un organo che “testimoni” la paternità del pezzo: la SIAE. Oggi esistono correnti di pensiero che consigliano di non iscrivere i propri brani alla SIAE (creative commons, raccomandata inviata a se stessi, etc….) ma secondo noi è un errore; è un po’ come avere un figlio e rifiutarsi di iscriverlo alla anagrafe. Insomma il diritto d’autore e i diritti connessi (esiste anche il diritto fonografico ma non ne parleremo in questo articolo) sono una materia che deve essere conosciuta, soprattutto in questi anni di crisi accompagnati da una forte diffusione sul WEB di sistemi di share musicali (spotify, deezer, etc…) dove la situazione è ancora da Far West.

Approfondiremo ancora questo argomento perché ci sta molto a cuore.

Stay (s)tuned

Moody

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